di ROSA BALDOCCI Tu style
Nelle ristrettezze del dopoguerra, le donne sognavano tra le pagine dei romanzi e al cinema. Grazie alle scandalose avventure (anche sessuali) di eroine belle e spregiudicate, ambasciatrici dell'emancipazione femminile ormai quasi alle porte. La più trasgressiva di tutte riappare in libreria
Facciamo due conti: nel 1936 Margaret Mitchell scrisse il romanzo di tutti i romanzi pop, Via col vento, e ci regalò un'amica a cui molte di noi avrebbero voluto assomigliare: l'indomabile Rossella O'Hara. Dieci anni più tardi, nel 1946, un'altra donna dalla vita parecchio avventurosa, Kathleen Winsor, scrisse una nuova epopea femminile, Forever Amber, che pure scatenò tra le lettrici un innamoramento a prima vista. Pagina dopo pagina, per centinaia di pagine, Amber, orfanella di nobili origini nell'Inghilterra seicentesca della Restaurazione, domava aristocratici affascinanti e strafottenti col suo bel faccino, scopriva con estrema leggerezza che stare orizzontale le portava più vantaggi di ogni altra cosa e pigliava di petto la vita con audacia, arrivismo e aggressività.
Quattro anni ancora e in Francia, scritto da una coppia di coniugi, sarebbe uscito il primo dei 13 romanzi dedicato a Angelica, la marchesa degli angeli, non molto diversa dalle sue due "sorelle" precedenti. Bella. impudente, promiscua, avventurosa, domatrice di uomini, ma fedele al suo grande amore. Ora la casa editrice Neri Pozza, nella nuova collana Superbeat dedicata ai bestseller del passato, ripubblica Amber (880 pagine, 14,90 euro). E ci ricorda che, negli anni della guerra e del dopoguerra, le donne alle prese nella realtà con le macerie di una tragedia collettiva, intente a rivoltare cappotti, a disegnarsi la linea delle calze sulle gambe e a trovare di che tirare avanti, divoravano libri sognando crinoline e avventure. E si identificavano con le eroine spregiudicate, ma non per questo punite dalle fiamme dell'inferno, scatenate messaggere di un'emancipazione femminile alle porte.
Sesso sì, ma fedeli all'amore Amber, quando uscì nel 46, vendette 100 mila copie nella prima settimana e tre milioni in pochi mesi solo in America, scatenando un enorme scandalo.
Rifiutato dalle librerie di Boston, messo al bando in 14 Stati perché, come disse il procuratore generale del Massachussetts, tra le sue pagine vi erano «ben 70 riferimenti all'unione carnale, 39 a gravidanze illegittime, 7 ad aborti, 10 scene in cui le donne si spogliavano di fronte a uomini ai quali non erano sposate e una cinquantina di situazioni pruriginose». I puritani inorridivano, ma ragazze, signore e signorine fantasticavano vite diverse. Dal libro Hollywood trasse immediatamente un film di Otto Preminger, interpretato da Linda Darnell. Ma, per paura dello scandalo, il regista spense volutamente l'incendio che bruciava tra le pagine del romanzo. E la trasposizione cinematografica non ebbe successo. Quello che colpisce di queste tre scatenate eroine non è tanto la "peccaminosa" libertà sessuale che allora faceva fremere menti e corpi delle lettrici, quanto il fatto che tutte e tre, pur facendone di ogni per l'epoca, rimangano tenacemente innamorate e spiritualmente fedeli a un solo uomo, fino alle ultime pagine del romanzo. Rossella all'indeciso intellettuale Ashley, Amber al bel barone, avventuriero e giocatore Bruce e Angelica al suo poeta sfigurato Joffrey de Peyrac. Dai quali, naturalmente, qualcosa le divide sempre, anche se sporadicamente qualche bacio e qualche scopata ci scappa. Di nuovo, fatevi due conti: l'amore è tale se non è a portata di mano. E comunque siamo sempre in ballo tra l'avventuriero e l'intellettuale.